Industria 4.0: la nuova sfida per le imprese italiane

Industria 4.0: la nuova sfida per le imprese italiane

Industria 4.0

L’umanità nel corso della sua storia ha assistito nel giro poche centinaia di anni a tre rivoluzioni che l’hanno portata da un sistema agricolo-artigianale-commerciale ad un sistema dove computer e automatismi fanno da padroni, passando nel contempo da macchine a vapore, all’avvento della elettricità fino alla produzione di massa.

Ci apprestiamo ora invece ad entrare nella cosiddetta quarta rivoluzione industriale, dove il connubio e la collaborazione, se non la totale integrazione, tra computer e automazione si eleva a livelli dove, grazie al machine learning, i dispositivi potranno gestirsi completamente (o quasi) in modo autonomo, con un piccolo input umano. L’Industria 4.0 guida il mondo verso la cosiddetta “Smart Factory” composta da un complesso sistema fisico IoT (se non sapete cos’è, date uno sguardo qui) in grado di monitorare ogni processo aziendale, comunicando e cooperando con i vari reparti e processi aziendali, in modo decentralizzato e totalmente in modalità wireless.

Quali sono le parole chiave della smart factory?

  • Interoperabilità: le macchine, i dispositivi (qualunque essi siano), sensori e umani collaborano e comunicano gli uni con gli altri in modo diretto.robot industria
  • Chiarezza delle informazioni: i sistemi creano delle copie virtuali del mondo reale attraverso gli input che i dispositivi ricevono dall’ambiente che li circonda (possono quindi provvedere a fornire informazioni più dettagliate ad un altro sistema o guidare un processo) nell’ottica di migliorare e ottimizzare la contestualizzazione delle informazioni fornite.
  • Assistenza tecnica: parliamo, ovviamente da parte delle macchine, della capacità dei sistemi di supportare gli umani, non solo dal punto di vista di problem solving e del prendere decisioni, ma anche nell’abilità di assisterli nelle task più difficili e pericolose per gli umani.
  • Decentralizzazione del processo decisionale: l’abilità, da parte dei sistemi cyber-fisici, di concretizzare piccole decisioni in autonomia arrivando a renderli il più autonomi possibili.

L’obiettivo di arrivo è lo sviluppo della capacità di gestione autonoma, o di autogestione, di qualsiasi processo interno aziendale e allo stesso tempo della risoluzione di tutte le problematiche che potrebbero insorgere nello sviluppo e nella gestione degli stessi. La situazione attuale infatti non prevede una reale interconnessione tra i vari processi aziendali; ogni reparto, ogni sezione aziendale conosce solamente le informazioni che riguardano la propria quotidianità e le proprie operazioni. Sicuramente questo approccio ha sempre assicurato che il lavoro all’interno di ogni processo fosse svolto nel miglior modo possibile, ma ha anche determinato una caduta di investimenti, sia in ottica di tempo che di denaro, che ha rallentato, se non bloccato, un percorso di innovazione verso soluzioni integrate e performance migliori.

Da questi presupposti l’industria 4.0 si presenta come una sfida a tutti gli effetti perché consentirà alle aziende di mettersi in gioco per puntare ad uno sviluppo del modo di lavorare in termini di strumentazione utilizzata e tecnologie coinvolte: un passaggio (non esente da rischi) che prevede una rilocalizzazione da processi di tipo manuale (solitamente compiuti da umani con l’assistenza di macchinari) a processi presenti all’interno del cloud e quindi controllati e gestiti in qualsiasi momento e luogo.

Non una unica sfida, ma molteplici quindi, tra le più rilevanti:

  • Problemi riguardanti la sicurezza dei dati: l’integrazione di nuovi sistemi e la moltiplicazione degli accessi agli stessi comportano una maggiore vulnerabilità. La stessa parte imprenditoriale diventa un punto di accesso vulnerabile perché deve essere adeguatamente in termini di conoscenza e preparazione ad affrontare questo cambiamento a livello aziendale.
  • Il raggiungimento di un livello affidabilità e stabilità tali da consentire una comunicazione e un funzionamento tra sistemi e dispositivi ottimale potrebbe risultare difficile sia da ottenere che mantenere.
  • La completa autonomia dei sistemi, e quindi un minore controllo umano, potrebbe trasformarsi in una barriera nel riuscire a mantenere una integrità dei processi di produzione.
  • Il conto prevede anche la perdita umana in termini di forza lavoro al momento dell’introduzione di nuovi automatismi e l’aumento invece di figure altamente specializzate per la gestione degli stessi.
  • L’insorgenza di problemi tecnici può causare l’interruzione dei processi e di conseguenza perdita di soldi e tempo.

Questa serie di punti e di processi evolutivi potrebbe spaventare, ma cosa richiede e cosa ci può dare questa nuova rivoluzione industriale? Innanzitutto ci chiede un impegno in termini di:

  • Conoscenza: il cambiamento richiede una adeguata preparazione che aiuta ad arginare l’eventuale insorgere di problemi legati ad un Time for changemalfunzionamento, ma primariamente per una corretta impostazione e implementazione di ogni aspetto dei nuovi sistemi: la conoscenza degli strumenti che si utilizzano e del corretto comportamento da tenere che richiedono, diviene la strategia di una adozione di successo.
  • Cultura del cambiamento: in ogni azienda, ma anche nelle nostre vite personali, ciò che richiede un cambiamento viene sempre affrontato con una certa resistenza; rivalutare ogni aspetto della propria azienda, partendo dal dettaglio più irrilevante, può essere una sfida ma è importante che le persone chiave dell’azienda siano completamente devote a questo cambiamento, solo così possono guidare la propria azienda e il proprio team ad un cambiamento positivo e di successo.
  • Costi: vengono richiesti grossi investimenti per implementare queste nuove tecnologie, ma se messi in linea con la giusta preparazione e il giusto spirito, il tutto sarà ripagato.

Che a loro volta portano benefici in termini di:

  • Analisi dei dati automatizzata (disponibilità di dati da ogni sezione e per ogni aspetto)
  • Processi semplificati e “alleggeriti”
  • Abbassamento dei costi di produzione
  • Raggiungimento degli standard facilitato
  • Più opportunità di business
  • Minori rischi….

L’industria 4.0 può essere la risorsa che ci consentirà di fare, anche in ambito italiano, il grande salto, ma come tutte le sfide, non è un qualcosa che può essere implementato e/o adottato dall’oggi al domani, necessita una presa di coscienza da parte di tutti del suo potenziale e delle opportunità che riserva e di conseguenza un percorso di progressiva adozione del nuovo sistema. Resta assolutamente fondamentale quindi credere in questo cambiamento e allo stesso tempo prepararsi, informarsi e farsi accompagnare nell’implementazione e nella scalabilità di queste nuove tecnologie da persone preparate del settore perché una delle questioni più importanti che questa rivoluzione porterà con sé, è la sicurezza dei propri dati e del proprio lavoro. Fondamentale infatti è governare i nuovi processi, le nuove tecnologie e non subire; la formazione e lo studio dell’impatto che possono avere è il primo passo, c’è la necessità di una diffusione, soprattutto a livello delle piccole e medie imprese di una cultura digitale e IT. Le nuove parole chiave di questo percorso saranno quindi: consapevolezza, apprendimento, multidisciplinarità.

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